Account attivi, utenti morti: come può cambiare l’interazione sui social

In un momento in cui il mondo si sta interrogando se l’IA porterà più vantaggi che svantaggi, Meta ci rende partecipi di un altro problema che stiamo vivendo al momento: il tuo account sui social non sei tu, e non appartiene a te ma a Meta. Di fatto, tutto quello che fai nella piattaforma rimane sulla piattaforma e non è di tua proprietà. Meta ti concede uno spazio e tu ne usufruisci, ma non sei proprietario né dell’account che hai creato (il tuo profilo) né dello spazio in cui navighi e dei post che vedi (l’algoritmo)

AISOCIAL MEDIA

@persona.fra

3/1/20268 min leggere

Cosa dovrebbe accadere quando tu come utente, il tuo profilo, rimane inattivo per tanto tempo? Meta ha depositato un brevetto che ha aperto le porte a un nuovo scenario, che abbatte le barriere della morte e che continua a tenere attivo il tuo account come faresti tu. Perché sei stato tu ad insegnargli cosa deve fare, e sarebbe un peccato perdere le tue interazioni, tanto care agli utenti quanto a Meta stessa, per darle un senso di esistere.

Il brevetto

IIl 30 dicembre 2025, l’US Patent and Trademark Office ha concesso a Meta Platforms Technologies il brevetto US12513102B2, intitolato Simulation of a user of a social networking system using a language model (1). L’inventore principale è Andrew Bosworth, CTO di Meta (2), quindi non parliamo dell’ultimo arrivato, ma di un personaggio ai piani alti che ha una forte influenza su quello che sarà il futuro della piattaforma.

Il brevetto, depositato il 29 novembre 2023 con scadenza prevista nel 2043, descrive un sistema completo per addestrare un modello linguistico (LLM) sui dati storici di un utente. Parliamo di cosa l’utente posta, come commenta, mette i like, i messaggi che manda e addirittura i messaggi vocali che registra.

Tutte queste informazioni verrebbero usate per generare automaticamente interazioni dopo l’assenza prolungata dell’utente, e quindi di conseguenza anche dopo alla sua morte (3).

In un momento in cui si sente sempre e solo parlare di IA e della sua applicazione nel mondo digitale, è importante capire e analizzare l’uso di certe tecnologie negli spazi che utilizziamo ogni giorno, che ci influenzano e che hanno un impatto sulle nostre vite ogni singolo momento (4).

Come funziona

Ora che sappiamo di cosa si tratta, vediamo cosa dicono alcuni ricercatori e come funziona nell’atto pratico tutto questo:

  • Tutto parte con un Training Data Generation Module che raccoglie le interazioni dell’utente e le conserva per l’addestramento, che avviene tramite Reinforcement Learning with Human Feedback (RLHF) (1);

  • Un bot successivamente monitora un secondo utente (chiamiamolo utente target) e il nostro account potrà generare risposte contestualizzate (tenendo conto di relazioni familiari, “affinity scores”, prossimità a eventi come compleanni, ecc…) (5), e può produrre non solo testi ma anche chiamate audio simulate e videochiamate con un avatar generato dall’IA (6);

  • Il brevetto prevede persino la possibilità di creare modelli linguistici specifici per diverse età dell’utente (ad esempio a 20, 25 e 30 anni), ciascuno addestrato solo sui dati disponibili fino a quel punto temporale (7).

Quindi parliamo non solo di interazioni, ma anche di creazione di utenti in specifici archi temporali, come un amico tra i suoi 18 e 22 anni, che parla, interagisce e posta contenuti diversi rispetto a ora che ha 30 anni.

L’obiettivo dichiarato nel brevetto è quello di fare in modo che “other users may not notice an absence of the target user” (1). Quindi non si tratta di aumentare il numero degli utenti, secondo Meta, ma di fare in modo che gli utenti attivi non notino l’assenza degli utenti assenti. Sulla questione della trasparenza, ovvero sapere se il contenuto/messaggio/interazione è reale o generato dall’IA, viene indicata come un’implementazione opzionale, e non obbligatoria (2).

Le conseguenze

Ovviamente internet ha fatto quello che sa fare meglio, ovvero esplodere. Tom Divon, della Hebrew University di Gerusalemme, nel suo studio "Artificially alive", ha introdotto il concetto di “spectral labor”, ovvero come l’IA comprende l’account, estrae i dati e li elabora per generare le future interazioni, e ha chiesto l’istituzione di un “digital DNR” (do not resuscitate) (8).

I ricercatori di Cambridge Tomasz Hollanek e Katarzyna Nowaczyk-Basińska, hanno delineato tre scenari con dei soggetti a rischio che possono ricevere danni concreti (9):

  1. La voce di una nonna usata per la generazione di annunci pubblicitari;

  2. Bambini che possono interagire con parenti e genitori deceduti;

  3. La mancata possibilità di disattivare queste interazioni e le attività degli account IA (10).

La professoressa Edina Harbinja dell’Università di Birmingham ha evidenziato le chiare motivazioni commerciali: “more engagement and more data” (7).

Infine, l’OECD AI Policy Observatory ha classificato il brevetto come “AI Hazard” (11).

Meta ha risposto dichiarando: “We have no plans to move forward with this example”, aggiungendo che le aziende depositano brevetti per proteggere concetti che “may never be built” (7).

a bunch of balls with smiley faces on them
a bunch of balls with smiley faces on them

Non lo faremo mai

Meta ha già rilasciato dichiarazioni simili, e per capire meglio cosa possiamo aspettarci da qui a qualche anno, è utile partire da un altro caso molto simile: il riconoscimento facciale.

2014 - Facebook deposita una serie di brevetti per rilevare le emozioni degli utenti tramite la fotocamera frontale dello smartphone (12), il tutto senza che l’utente sappia quando questa funzione sarebbe attiva o meno (passive imaging data). All’epoca la risposta ufficiale di Facebook fu: “We often seek patents for technology we never implement, and patents should not be taken as an indication of future plans” (13). Piccole differenze, ma praticamente la dichiarazione è la stessa usata oggi.

2015 - Mentre quelle dichiarazioni venivano rilasciate, Facebook lanciava DeepFace. Si tratta di un sistema di riconoscimento facciale con il 97,35% di precisione, superiore in alcuni benchmark alla capacità umana. Il sistema si espanse, partendo prima da un addestramento su quattro milioni di foto caricate dagli stessi utenti, per poi diventare parte del sistema all’inizio del 2015 (14).

2021 - Meta annuncia di aver chiuso il Face Recognition di Facebook. Venivano citati in un comunicato “growing concerns” e la necessità di trovare “the right balance”. Così facendo, ci fu poi la rimozione di oltre un miliardo di template facciali individuali (15).

2024 - Due studenti di Harvard dimostrarono quello che nel frattempo era diventato tecnicamente ovvio: collegando i Ray-Ban Meta a un servizio di riconoscimento facciale e altri strumenti, è possibile passare automaticamente da un volto a un nome, numero di telefono e indirizzo di casa (16). Il test avvenne in luoghi comuni, come parchi e metropolitane, dimostrando come fosse possibile “riconoscere” una persona semplicemente guardandola.

Meta rispose sottolineando che gli occhiali sono dotati di LED, quindi una persona sa quando viene “analizzata”. Ora per Meta si presentano due alternative possibili. O fa qualcosa per limitare l’uso di queste tecnologie per tranquillizzare gli utenti riguardo a questi scenari distopici, oppure cavalcherà l’onda e cercherà di trarne qualche vantaggio diretto.

Secondo voi cosa accadrà?

2026 - The New York Times rivela che Meta sta pianificando di aggiungere il riconoscimento facciale direttamente ai Ray-Ban, con una funzione chiamata internamente “Name Tag” (17). Ed è qui che la fiducia in una corporazione del genere scompare completamente, perché da un memo interno all’azienda viene esplicitamente dichiarato che “We will launch during a dynamic political environment where many civil society groups that we would expect to attack us would have their resources focused on other concerns”, il tutto ringraziando i tumulti che stanno scuotendo gli USA e che servono da distrazione da questa notizia (17).

white and blue wooden signage
white and blue wooden signage

Conclusioni

Il fatto che tutto questo lasci allo stesso tempo sia indifferente quanto preoccupato, fa capire quanto poco noi come utenti e fruitori della piattaforma poco possiamo fare, dopo che siamo venuti a conoscenza di questa notizia.

Mi viene in mente una citazione di Edward R. Tufte: “Solo due settori chiamano i propri clienti ‘utenti’: il computer design e lo spaccio di droga” (18).

Non a caso, proprio ora sta avvenendo il processo più importante di sempre, che mette a paragone i social con la droga, per la presunta dipendenza che creano (19), esattamente come anni fa le sigarette furono associate al cancro.

Le aziende agiscono per profitto, ed è compito della società proteggere i soggetti più deboli e prevenire i danni che certe azioni provocano, volontariamente o meno.

Il mercato non si regola da solo, e bisogna iniziare a prendere consapevolezza di quello che ci interessa e ci riguarda. Anche perché, nel caso in cui tu stessi investendo su una piattaforma i tuoi soldi, sapere che la stessa azienda che fa le aste è quella che decide a chi mostrare il tuo annuncio ed eventualmente ti farebbe pagare dei clic da account gestiti da una IA… non sarebbe affatto giusto, e purtroppo nessuno potrebbe farci nulla allo stato attuale.

Infine, alla domanda “Reale o IA?” non dovremmo più rispondere “sì/no”, ma piuttosto dovremmo porci altre domande, che hanno un reale interesse:

  • Quanto questo ha un impatto su di me e sulla gente vicina a me?

  • Qual è il livello di attenzione che questa informazione merita e le conseguenze che avrà su di te?

  • Tutto questo ha un impatto positivo su di me e sul tempo che sto dedicando a questo e non ad altro?

In sostanza, non importa più se è reale o finto. Quello che conta è la reazione che tu hai nell’interagire con questi contenuti, quella si che è reale e dovrebbe importarti.

Tu non puoi avere il controllo su quello che succede nel mondo, ma puoi gestire la tua reazione a quegli eventi. Ed è qui che mi auguro porrai d’ora in avanti la tua attenzione.

person holding lighter
person holding lighter

Fonti

  1. Google Patents (2025) - Simulation of a user of a social networking system using a language model https://patents.google.com/patent/US12513102B2/en

  2. Life with machines (2026) - Meta Patented Your Ghost https://www.lifewithmachines.media/p/meta-patented-your-ghost

  3. Malwarebytes (2026) - Meta patenta una IA que podría permitirte seguir publicando desde el más allá https://www.malwarebytes.com/blog/ai/2026/02/meta-patents-ai-that-could-keep-you-posting-from-beyond-the-grave

  4. Financial Times (2025) - Have we passed peak social media? https://www.ft.com/content/a0724dd9-0346-4df3-80f5-d6572c93a863

  5. EWeek (2026) - Meta Patents AI That Could Keep Users Posting After Death https://www.eweek.com/news/meta-ai-patent-digital-afterlife-social-media/

  6. Techspot (2026) - Meta patents AI that could continue posting on social media on behalf of deceased users https://www.techspot.com/news/111352-meta-patents-ai-could-continue-posting-social-media.html

  7. Business Insider (2026) - Death isn't the end: Meta patented an AI that lets you keep posting from beyond the grave https://www.businessinsider.com/meta-granted-patent-for-ai-llm-bot-dead-paused-accounts-2026-2

  8. Sage Journals (2025) - Artificially alive: An exploration of AI resurrections and spectral labor modes in a postmortal society https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/14614448251397518

  9. Research Gate (2024) - Griefbots, Deadbots, Postmortem Avatars: on Responsible Applications of Generative AI in the Digital Afterlife Industry https://www.researchgate.net/publication/380463361_Griefbots_Deadbots_Postmortem_Avatars_on_Responsible_Applications_of_Generative_AI_in_the_Digital_Afterlife_Industry

  10. University of Cambridge (2024) - Call for safeguards to prevent unwanted ‘hauntings’ by AI chatbots of dead loved ones https://www.cam.ac.uk/research/news/call-for-safeguards-to-prevent-unwanted-hauntings-by-ai-chatbots-of-dead-loved-ones

  11. OECD (2026) - Meta Patents AI to Simulate Deceased Users' Social Media Activity https://oecd.ai/en/incidents/2026-02-12-64e6

  12. FPO (2014) - TECHNIQUES FOR EMOTION DETECTION AND CONTENT DELIVERY https://www.freepatentsonline.com/y2015/0242679.html

  13. Digitaltrends (2017) - Facebook wants to turn real emotions into emojis by using your webcam https://www.digitaltrends.com/social-media/facebook-patents-emotion-tracking/

  14. Riconoscimento Facciale - https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_recognition_system

  15. Facebook (2021) - An Update On Our Use of Face Recognition https://about.fb.com/news/2021/11/update-on-use-of-face-recognition/

  16. YouTube - Harvard students turn Meta's Ray-Ban Smart Glasses into a surveillance nightmare https://www.youtube.com/watch?v=zKVXNVnPCrQ

  17. New York Times (2026) - Meta Plans to Add Facial Recognition Technology to Its Smart Glasses https://www.nytimes.com/2026/02/13/technology/meta-facial-recognition-smart-glasses.html

  18. Goodreads (2024) - Only two industries refer to their customers as 'users': computer design and drug dealing https://www.goodreads.com/quotes/10474074-only-two-industries-refer-to-their-customers-as-users-computer

  19. The Guardian (2026) - Tech giants head to landmark US trial over social media addiction claims https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/27/social-media-trial-meta-tiktok-youtube