Guida su come vendere i propri prodotti su ChatGPT nel 2026 (davvero)

Perché ottimizzare il feed solo per le campagne a pagamento significa perdere visibilità in AI search, la risposta che le IA ci danno quando facciamo loro delle domande. Ora stanno iniziando anche vendere, direttamente in chat, senza passare dal sito

E-COMMERCEAI

@persona.fra

5/20/20265 min leggere

closeup photo of white paper boat
closeup photo of white paper boat

Questo articolo è destinato a chi vuole comprendere come funziona ChatGPT, l’IA che ha dato inizio nel 2022 ad una nuova rivoluzione tecnologica, quando deve decidere cosa rispondere ai nostri prompt e alle domande che facciamo.

Al momento chi gestisce le pubblicità online, il catalogo prodotti, la SEO e la comunicazione in generale, deve aggiungere un ennesima qualifica, ovvero saper ottimizzare i propri prodotti per poter apparire in chat quando l’utente intende comprare un prodotto.

Vediamo insieme come funziona e come cambierà il mondo degli e-commerce dove, spoiler, non sarà necessario fare modifiche al sito ma in un altro canale.

Il problema per gli e-commerce

L'83% dei prodotti che appaiono nei caroselli di ChatGPT corrisponde ai risultati organici di Google Shopping, secondo lo studio Peec AI su oltre 43.000 listing. Il 60% di quelle corrispondenze viene dalle prime 10 posizioni (1). Lo studio è stato confermato in modo indipendente da Semrush, che ha condotto 100 ricerche di acquisto su ChatGPT: il prodotto in cima al carosello di ChatGPT compariva tra i primi 3 risultati organici di Google Shopping nel 75% dei casi, con titolo, nome del retailer e prezzo identici. (2, 3)

Sul lato Google, i numeri continuano a crescere. Le AI Overviews compaiono nel 14% delle query shopping ad Aprile 2026, con una crescita esponenziale se paragonata al al 2,1% di Novembre 2025, secondo un'analisi di Visibility Labs. (4) Non solo: il traffico proveniente da ChatGPT converte il 31% meglio rispetto al traffico organico non branded, su un'analisi di 94 siti e-commerce nel corso di tutto il 2025. (5)

In poche parole, le linee guida per ottimizzare un feed per le campagne paid/ads non sono le stesse per essere nominato/visualizzato da una IA nel momento delle ricerche da parte di un utente in AI Search.

Se ti interessa più la parte tecnica, ne abbiamo parlato precedentemente in un altro articolo. (1) Adesso continuiamo con il capire se vale la pena e cosa ti manca per apparire nelle ricerche generate dall’IA.

Il test sul campo

L'agenzia Tinuiti (9) ha lavorato con un grande brand e-commerce per creare un feed prodotti dedicato alle free listing organiche, con titoli e descrizioni costruiti sul comportamento reale di ricerca degli utenti. Risultati dopo il lancio:

  • +92% di fatturato sulle free listing nel test prodotto;

  • +83% di visibilità organica;

  • +14% di tasso di aggiunta al carrello;

  • 35.000 impressioni con CTR all'1,4%, il 55% superiore al CTR del feed paid nello stesso periodo.

Cosa vuol dire tutto questo? Che non si sono limitati a descrivere il prodotto e come viene usato, ma quando una persona dovrebbe comprarlo (per quale occasione) e quale problema risolve.

Il contesto è alla base di una buona ricerca per avere risultati in target. Non focalizzarti troppo sul prodotto, ma al contesto in cui viene utilizzato.

In un contesto in cui vuoi proteggere le tue piante dagli insetti, in India agli inizi del 2000 ti avrebbero detto che non era necessario comprare un pesticida, ma ti bastava usare la Coca-Cola. (10)

Il contesto fa tutta la differenza, e il risultato è anche più efficiente una volta che si hanno maggiori informazioni.

Cosa ottimizzare nel feed

Non tutti gli attributi hanno lo stesso peso, quindi prendiamo in considerazione quelli che vengono più usati nelle ricerche generate dall’IA.

Titoli: Google favorisce i titoli del feed quando abbina i prodotti alle query (quello che le persone scrivono), e la documentazione ufficiale di Merchant Center (7) indica che includere attributi rilevanti migliora la corrispondenza con le ricerche. In altre parole, avere un Quality Score alto non equivale ad avere titoli che rispecchiano il linguaggio di una ricerca conversazionale.

GTIN (codici prodotto globali): secondo GS1 UK, i prodotti con GTIN ricevono fino al 40% in più di impressioni rispetto a quelli senza. Google stesso indica che fornire il GTIN corretto può portare a un aumento del tasso di conversione fino al 20%. (6) Sono anche il segnale principale che Google usa per aggregare recensioni da fonti diverse.

Immagini: ancora la causa più comune di disapprovazione su Merchant Center. I prodotti con immagini multiple vedono tassi di coinvolgimento significativamente più alti.

product_highlight e product_detail: attributi strutturati che alimentano i filtri nei risultati organici e aiutano i sistemi IA a capire il contesto del prodotto, distinguendolo da un semplice listing generico.

Il passo successivo: gli Agentic Storefront

Google ha lanciato il Universal Commerce Protocol (UCP), uno standard aperto per il commerce agentivo che copre l'intero percorso d'acquisto, dalla scoperta del prodotto al supporto post-vendita. UCP è stato co-sviluppato con Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart, e ha il supporto di oltre 20 partner tra cui Mastercard, Visa, Stripe e Zalando. (7)

Il meccanismo è diretto: il feed di Merchant Center è la fonte da cui gli agenti IA attingono per trovare prodotti. (11) Chi adotta UCP può abilitare acquisti diretti dentro AI Mode e Gemini, senza che l'utente lasci la piattaforma Google. Chi non ha un feed ottimizzato, semplicemente non compare.

Google sta anche introducendo nuovi attributi Merchant Center pensati per l'acquisto conversazionale sul sito, come: FAQ di prodotto, casi d'uso, accessori compatibili e prodotti sostitutivi. Il rollout inizierà con un gruppo ristretto di retailer.

Curioso notare come il 24% dei consumatori è già a proprio agio con l'idea che un agente IA acquisti per loro, percentuale che sale al 32% tra i consumatori Gen Z. (8)

lightning strike at night
lightning strike at night

Un problema di organizzazione interna

Aggiornarsi e prestare attenzione è la chiave per rimanere competitivi e non essere cannibalizzati dal mercato, sempre più aggressivo e basato su automatismi e sempre meno alla creatività o a intuizioni.

Se pensi che certe cose siano troppo tecniche, ti do ragione. Considera che tutti gli articoli scritti in precedenza con oltre trenta fonti non li ha letti praticamente nessuno, perché sono troppe informazioni e tutte insieme.

Noi di Duobu vogliamo che tu stia al passo coi tempi e che tu riesca a emergere in mezzo ad un deserto fatto di algoritmi e ricerche sempre più automatiche e meno umane.

Evitiamo di dire “sarebbe meglio se…” o “...era meglio prima”. La rivoluzione dell’algoritmo è in corso e chi si aggiorna in tempo potrà guadagnare posti importanti in prima fila, mentre tutti gli altri rischiano la ghigliottina e di essere tagliati fuori dal mercato.

Se ti va di parlarne, qui sotto c’è un link per fare una chiacchierata, che sia sulla rivoluzione francese o sul tuo feed del Merchant Center… tanto qua non si capisce più la differenza tra una cosa e l’altra

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Facci sapere cosa ne pensi: siamo sempre disponibili a fare due chiacchiere e, se ci fosse la possibilità di collaborare, ne saremmo felicissimi

Fonti

  1. Duobu (2026) - ChatGPT uses Google Shopping (not Bing) to show you the products it sells https://duobu.eu/en/chatgpt-google-shopping

  2. Search Engine Land / Peec AI (2026) - ChatGPT sources 83% of its carousel products from Google Shopping via shopping query fan-outs https://searchengineland.com/new-finding-chatgpt-sources-83-of-its-carousel-products-from-google-shopping-via-shopping-query-fan-outs-470723

  3. Semrush Blog (2026) - ChatGPT Searches Google Shopping to Create its Recommendations https://www.semrush.com/blog/chatgpt-searches-google-shopping/

  4. Search Engine Land / Visibility Labs (2026) - Google AI Overviews now appear on 14% of shopping queries https://searchengineland.com/google-ai-overviews-shopping-queries-report-471981

  5. Search Engine Land / Visibility Labs (2026) - ChatGPT ecommerce traffic converts 31% higher than non-branded organic search https://searchengineland.com/chatgpt-vs-non-branded-organic-search-conversions-470321

  6. GS1 UK - Do GTINs help improve search engine visibility? https://www.gs1uk.org/knowledge-hub/do-gtins-help-improve-search-engine-visibility

  7. Google Blog (2026) - New tech and tools for retailers to succeed in an agentic shopping era https://blog.google/products/ads-commerce/agentic-commerce-ai-tools-protocol-retailers-platforms/

  8. Exposure Ninja (2026) - AI Search Statistics for 2026: CMO Cheatsheet https://exposureninja.com/blog/ai-search-statistics/

  9. Search Engine Land (2026) - Why product feeds need an organic strategy for AI search https://searchengineland.com/product-feeds-organic-strategy-ai-search-473793

  10. The Guardian (2004) - Things grow better with Coke https://www.theguardian.com/world/2004/nov/02/india.johnvidal

  11. Duobu (2026) - Guide to Agentic Storefronts: Selling from Shopify on ChatGPT https://duobu.eu/en/guide-agentic-storefronts-shopify-chatgpt

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