Il caso Zuckerberg e dei cloni artificiali
Meta ha costruito un Zuckerberg digitale per i dipendenti, che da linee guida su come lavorare e cosa devono fare. Scopri cosa significa per altri brand, come cambia il lavoro e cosa ne pensano gli utenti
AIMETANEWS
@persona.fra
5/26/20266 min leggere
Uno a uno: arrivano i CEO digitali
Partiamo da quello che sappiamo con certezza. Il clone di Zuckerberg non è un progetto secondario affidato a un team periferico. Il CEO è direttamente coinvolto, e secondo le fonti del Financial Times l'obiettivo è addestrare l'IA sui suoi atteggiamenti, il suo tono, le sue dichiarazioni pubbliche e il suo pensiero recente sulle strategie aziendali. (1) Il risultato dovrebbe essere qualcosa in grado di dare feedback e avere conversazioni con i dipendenti.
Vale la pena precisare una cosa: questo progetto è separato dal "CEO agent", un altro sistema interno che Zuckerberg sta sviluppando per se stesso, progettato per recuperare informazioni più velocemente evitando i livelli intermedi della struttura organizzativa. (2) Due strumenti diversi, due funzioni diverse: uno per aiutare lui, uno per rappresentarlo agli occhi degli altri.
Il caso Uber (di cui Dara è il CEO) è diverso ma complementare. Gli ingegneri dell'azienda hanno costruito il loro clone interno in modo del tutto spontaneo, e il vero Dara lo ha scoperto da un podcast. (3) L'hanno addestrato sullo stile di feedback e sui pattern decisionali del CEO, e ora lo usano per affinare le presentazioni prima di portarle al capo vero. Il punto curioso: gli ingegneri non hanno ancora condiviso il codice con Dara stesso.
L'errore comune in queste storie è trattarle come aneddoti aziendali bizzarri. In realtà raccontano qualcosa di preciso: il divario tra un vertice aziendale e la propria organizzazione sta diventando un problema che si risolve con un modello linguistico addestrato sulla persona.
Il 13 aprile 2026, il Financial Times ha pubblicato una notizia che sembrava uscita da un romanzo di fantascienza o da un episodio di Black Mirror : Meta sta costruendo una versione IA di Mark Zuckerberg. Non per un prodotto commerciale o per la pubblicità, ma per i propri dipendenti, così che possano interagire con una replica digitale del CEO e sentirsi più connessi a lui e lavorare come farebbe lui. (1) Zuckerberg in persona sta dedicando tra le cinque e le dieci ore settimanali a testare e addestrare questa versione di se stesso. (2)
Verrebbe da ridere, e in parte è giusto farlo. Ma il contesto in cui si inserisce questa notizia cambia la prospettiva. Poco prima, il CEO di Uber Dara Khosrowshahi aveva raccontato con una certa ilarità di aver scoperto che i suoi dipendenti avevano costruito un "Dara AI" per esercitarsi prima delle riunioni con lui. (3) Siamo in un mondo in cui le relazioni parasociali, iniziate nei tempi in cui nelle nostre case entravano le prime televisioni, e siamo abituati a considerare conduttori televisivi e attori parte della nostra vita, anche se loro non ci conoscono. Questo vale anche per coloro che non ci sono più, per tutti quei personaggi che continueranno a vivere nelle nostre foto ma che sono deceduti. Facebook conta oltre 30 milioni di profili appartenenti a utenti deceduti, tutti inutilizzati, tutti senza engagement, e questa cosa potrà cambiare in futuro. (5)
Relazione parasociale: quando il capo diventa un avatar
Giusto un inciso: Meta ha già depositato recentemente un brevetto che riguarda direttamente questo tema, dove poter utilizzare account inattivi per aumentare l’engagement degli utenti attivi. (4)
Torniamo a noi e alla domanda che ci interessa approfondire: come si comporta una persona quando interagisce con una versione IA di qualcuno che conosce, o credeva di conoscere?
" Parasocial " è stata la parola dell'anno del dizionario Cambridge nel 2025 (8), e non è un caso. Indica il tipo di connessione che si forma quando una persona sviluppa un legame emotivo con qualcuno che non la ricambia, un influencer, una celebrità, un personaggio online o della televisione. A questa lista, adesso ci dobbiamo aggiungere un chatbot addestrato a sembrare il proprio capo.
Un dipendente che riceve feedback dal Zuckerberg IA non sta parlando con Mark Zuckerberg. Ma il sistema è progettato perché sembri abbastanza simile da fargli sentire di averlo fatto. Secondo Ian MacRae, psicologo del lavoro della British Psychological Society, i chatbot sono progettati per assecondare gli input dell'utente, e questo li rende particolarmente efficaci nel generare approvazione immediata, ma anche particolarmente rischiosi nel sostituire la capacità di gestire conflitti reali e relazioni autentiche. (8)
Il problema non è la tecnologia in sé. Il 72% degli adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni ha usato almeno una volta un AI companion, secondo una ricerca di Common Sense Media del 2025. (9) Io stesso ho utilizzato da piccolo un Tamagotchi e ricordo di aver pianto quando la batteria si scaricò e iniziai ad avere delle crisi isteriche. Parentesi a parte sulla mia infanzia, le persone si abituano in fretta a tutto.
Questo vale anche quando l’avatar dall'altra parte ha il volto, la voce e i pattern comunicativi di qualcuno che già esiste nella loro vita. Pensate a quello che potrebbe accadere con un utente deceduto ma che ha l’account ancora attivo (anche se inutilizzato) su Meta. Poter parlare con quell’account, come ha imparato a fare dall’utente che l’ha creato. Nessuno ha ancora risposto davvero a questa domanda, e forse non abbiamo neanche il coraggio di farlo.
Zuckerberg stesso, in un'intervista del 2023 con Lex Fridman, aveva suggerito che gli utenti solitari potrebbero fare amicizia con i bot di Meta (10). Ora costruisce un bot di se stesso per i propri dipendenti. La coerenza, almeno, c'è.
Da online a onlife
Non ci sono osservazioni particolari da applicare, ma uno sguardo al futuro e su varie cose che cambieranno da qui a poco.
Primo. I brand sono come persone, e avranno sempre più un loro tono e un loro modo di esprimersi unico per differenziarsi. Si tratta di farsi riconoscere, di costruire una identità digitale di un brand. Se Meta può addestrare un'IA sul tono, le espressioni e il pensiero di una persona reale, significa che la coerenza con cui un brand si esprime nel tempo diventa materiale di addestramento. Quelli che oggi sono profili aziendali, noiosi e burocratici, scompariranno per lasciare spazio a chi si distingue.
Seconda. Quello che sta facendo Meta sulle sue stesse piattaforme non è una novità di oggi. Nel 2023 Meta aveva già lanciato profili generati dall'IA su Instagram e Facebook, rimasti online quasi in silenzio per oltre un anno prima di essere rimossi nel gennaio 2025 dopo le polemiche. (7) Il clone del CEO e il brevetto sugli account inattivi non sono capitoli isolati: sono parte di una storia che procede in modo abbastanza coerente. Per chi gestisce una community o un profilo aziendale, la domanda non è se il contenuto sintetico aumenterà, ma come far in modo che questo risulti sempre meglio integrato in una società che non riesce a lasciare andare il passato.
Terza. Ricordati che il contenuto che pubblichi sulle piattaforme Meta non ti appartiene. Lo sa chiunque abbia letto le condizioni d'uso, ovvero nessuno. Tutto quello che fai serve a istruire il tuo account, e a fargli capire come scrivi, cosa posti, cosa piace ai tuoi followers, perché un giorno il tuo account potrebbe andare avanti, con o senza di te come utente che lo utilizzi.
Sto provando ad essere più razionale possibile, non giudicarmi.
Il prezzo nascosto
Ricordo sempre quando mi dicono: “Se è gratis, stai pagando in qualche altro modo”. Questo modo è sempre più visibile ai nostri occhi, e continuare a ignorarlo non è la cosa corretta da fare.
Sia chiaro, noi separatamente non possiamo fare nulla, ma già iniziare a lanciare delle iniziative tra “detox digitali” o “my account, not yours” potrebbero partire dal basso e piano piano smuovere quelle che sono dei percorsi che non cambieranno se non da chi ha il potere.
Ricordiamoci che noi come utenti abbiamo il potere di togliere gli occhi dallo schermo quando vogliamo. Se vogliamo dare retta o no ad una IA è una nostra decisione al momento, e non un obbligo aziendale
Usare una IA può essere utile, ma non deve essere vincolante per qualcosa che non sentiamo nostro, come ricevere feedback o parlare con un account di una persona di cui sto inventando l’esistenza, e farmelo andare bene
Questo articolo era nato con l’intento di fare chiarezza su un tema, ovvero che le cose ci stanno sfuggendo di mano e che solo prendendo posizione, possiamo dire di aver fatto la nostra parte. Non sarà abbastanza, ma è il nostro meglio
Ogni 25 del mese non posteremo nulla e non faremo nulla sui social, se non condividere questo articolo per parlare di questo problema.
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Fonti
Financial Times(2026) - Meta builds AI version of Mark Zuckerberg to interact with staff https://www.ft.com/content/02107c23-6c7a-4c19-b8e2-b45f4bb9ce5f?syn-25a6b1a6=1
PYMNTS (2026) - Meta Developing AI Likeness of CEO Mark Zuckerberg https://www.pymnts.com/meta/2026/meta-developing-ai-likeness-of-ceo-mark-zuckerberg/
Fast Company (2026) - Uber CEO Dara Khosrowshahi has an AI clone https://www.fastcompany.com/91500087/uber-ceo-dara-khosrowshahi-has-an-ai-clone
Duobu (2026) - Active accounts, inactive users: how social media interaction might change https://duobu.eu/en/active-accounts-inactive-users
Fortune (2026) - Want to live forever? Meta patented an AI model that would keep your profile active after you die https://fortune.com/2026/03/03/meta-patent-ai-model-death-profile-commenting-psychology-grief/
OECD AI Policy Observatory (2026) - Meta Patents AI to Simulate Deceased Users' Social Media Activity https://oecd.ai/en/incidents/2026-02-12-64e6
NBC News (2025) - Meta shuts down AI character accounts on Facebook, Instagram after outcry https://www.nbcnews.com/tech/social-media/meta-ai-insta-shuts-character-instagram-fb-accounts-user-outcry-rcna186177
British Psychological Society (2025) - Parasocial is the word of 2025: a psychologist's response https://www.bps.org.uk/news/parasocial-word-2025-psychologists-response
CNBC (2025) - AI chatbot relationships influences 2025's Word of the Year https://www.cnbc.com/2025/11/22/ai-chatbot-relationships-influences-2025s-word-of-the-year-.html
YouTube (2023) - Mark Zuckerberg: First Interview in the Metaverse | Lex Fridman Podcast #398 https://youtu.be/MVYrJJNdrEg
